giovedì 23 marzo 2017

Vetture Epiche: Brabham BT55

Per la rubrica 'Vetture Epiche' di F1 Dimension analizziamo la Brabham BT55, vettura costruita dal team britannico su progetto di Gordon Murray e David Nord per la stagione di Formula 1 1986. Soprannominata 'sogliola' per via della sua forma sottile (grazie ad un motore turbo a quattro cilindri BMW montato di fianco rispetto al corpo vettura), la vettura non brillò durante la sua permanenza nella massima formula automobilistica, collezionando solamente due punti grazie all'italiano Riccardo Patrese. Nonostante questo, il progetto BT55, revisionato da Gordon Murray in seguito al suo trasferimento nel team Mclaren, fu alla base dell'incredibile successo della MP4/4, capace di vincere 15 gran premi su 16 nella stagione 1988.


Come nacque la vettura


Gordon Murray
Arrivati ormai al termine della serie di vetture BT52, BT53 e BT54, Gordon Murray, capo progettista del team Brabham, decise di disegnare una monoposto completamente rivoluzionaria, molto bassa, che obbligava il pilota ad una posizione di guida quasi sdraiata, ma che dava un minore disturbo ai flussi d'aria condotti verso l'ala posteriore, aumentando il carico aerodinamico. Il progetto si rivelò molto faticoso: furono necessari molti cambiamenti a livello di propulsore, cambio, telaio e sospensioni, ma i fornitori, spinti dall'eccezionale innovazione della vettura, decisero comunque di adattare i propri materiali allo scopo. 


Telaio e sospensioni

Per la prima volta nella gloriosa storia del team Brabham, la monoscocca della vettura fu interamente realizzata in fibra di carbonio e Kevlar, nonostante Murray fosse stato da sempre riluttante nel progettare una monoposto rivestita da materiale così leggeri e deformabili, perchè a suo dire avrebbero incrementato il livello di pericolosità del pilota in caso di incidente. La struttura venne comunque rinforzata da paratie in alluminio lavorato.


Motore e trasmissione

Su richiesta di Murray, la BMW riprogettò il proprio motore turbo, cambiando il sistema di evacuazione dell'olio e la collocazione dove era installata la centralina, e fornendo una versione speciale del proprio propulsore M10 con quattro cilindri allineati verticalmente. Montando il motore verticalmente, Murray ottenne un notevole abbassamento del corpo vettura. Il cambio a sette marce, venne costruito dal marchio americano Weismann.


1986

Riccardo Patrese sulla BT55
Pilotata dal duo italiano Patrese-De Angelis, la BT55 deluse fin dal suo Gran Premio di debutto in Brasile, in cui solo Elio de Angelis riuscì a tagliare il traguardo in ottava posizione (a 3 giri dal vincitore Nelson Piquet), mentre Riccardo Patrese, partito dal decimo posto, dovette ritirarsi dopo appena 21 giri a causa di una perdita d'acqua. I motivi delle difficoltà delle vetture inglesi furono la mancata affidabilità e soprattutto la mancanza di risposta della valvola a farfalla del turbo BMW. Di conseguenza nelle piste in cui era richiesta una minore velocità di punta (come Monaco, Detroit, Hungaroring e Jerez) la BT55 rimase bloccata al centro del gruppo, mentre solo in sporadiche occasioni (Hockenheim, Monza e Austria) si vide l'efficacia del concetto aerodinamico rivoluzionario studiato da Gordon Murray. Dopo quattro gare disputate il bilancio della Brabham era disastroso: a fronte dei sei ritiri (tre a testa per De Angelis e Patrese) arrivò un solo arrivo a punti (sesto posto di Patrese nel Gran Premio di San Marino, nonostante il pilota italiano dovette nuovamente ritirarsi per mancanza di benzina a due giri dal termine).


La Morte di De Angelis

Elio de Angelis
Ad aggravare l'annata disastrosa della scuderia di Bernie Ecclestone, Elio De Angelis perì in un incidente durante un test sul circuito Paul Ricard in Francia. Unitosi alla Brabham dopo sei anni di militanza nel team Lotus, il pilota italiano si trovò in netta difficoltà di adattamento con la nuova squadra. Ciò nonostante si impegnò al massimo per cercare di sviluppare al meglio la BT55, partecipando a una sessione di prova privata sul circuito francese succitato. Negli anni '80 le misure di sicurezza necessarie per lo svolgimento di un test erano di gran lunga inferiori rispetto a quelle attuali: pochi commissari di pista, e altrettanti pochi mezzi di soccorso in caso di incidente. Così quando De Angelis uscì fuori pista rimanendo intrappolato nella sua vettura, nessuno arrivò in tempo per evitare che la vettura si incendiasse (i primi soccorsi arrivarono dopo diversi minuti e l'elicottero d'emergenza impiegò la bellezza di 30 minuti prima di giungere sul luogo dell'incidente). La mancanza di ossigeno provocata dal fuoco causò la morte del 28enne italiano, inducendo l'intera Formula 1 a domandarsi come si potessero evitare eventi così spiacevoli in futuro. Si decise in seguito di limitare progressivamente l'uso dei turbo (fino alla totale abolizione datata 1989) e di utilizzare le stesse misure di sicurezza dei GP anche durante le sessioni di test privati.


Derek Warwick
L'arrivo dell'inglese Derek Warwick al posto dello sfortunato De Angelis non cambiò la situazione del team. Nelle ultime gare dell'anno arrivò soltanto un altro sesto posto a Detroit, dove Riccardo Patrese tagliò il traguardo alle spalle della Williams di Nigel Mansell, portando il secondo (e ultimo) punto per la scuderia inglese nel 1986. Il deludente ritmo della BT55 portò il team alla clamorosa decisione di riutilizzare la vettura del 1985, arrendendosi ad un'annata da team di centro-gruppo. Il nono posto finale nel Mondiale Costruttori convinse Gordon Murray a lasciare la Brabham per accasarsi nel team Mclaren, in cui nel 1987 si occupò dello sviluppo delle vetture stradali.  Ecclestone ripiegò sul progettista John Baldwin, che progettò la BT56, monoposto più convenzionale del modello precedente, ma che non migliorò di molto la situazione di classifica della scuderia inglese l'anno successivo.


La BT55 e la Mclaren MP4/4

Mclaren MP4/4
Dopo aver diretto il reparto stradale della Mclaren, Gordon Murray collaborò nel progetto della vettura di F1 della scuderia di Ron Dennis per il 1988. Credendo nelle potenzialità del desing che diede origine alla BT55, il vulcanico progettista sfruttò al meglio il V6 fornito dalla Honda per creare la MP4/4, monoposto che stupì fin dalla sua prima apparizione con la coppia-rivale Ayrton Senna e Alain Prost, raccogliendo una serie di successi che polverizzò la concorrenza formata da Ferrari (unica altra scuderia vincitrice di una gara quell'anno), Williams e Benetton. La posizione di guida sdraiata richiesta dalla BT55 e dalla Mclaren MP4/4 fece scuola, tanto da costringere tutti gli altri team a copiare questo tipo di soluzione sulle proprie vetture negli anni a venire.


Risultati in Formula 1


Gare: 15
Vittorie: 0
Podi: 0
Pole position: 0
Giri veloci: 0
Prima gara disputata: Gran Premio di Spagna 1986 (Riccardo Patrese: Ritirato/Elio De Angelis: 8°)
Ultima gara disputata: Gran Premio d'Australia 1986 (Riccardo Patrese: Ritirato/Derek Warwick: Ritirato)



Caratteristiche tecniche

Telaio in fibra di carbonio e kevlar monoscocca in composito
Sospensioni: AnteriorePullrod doppio braccio oscillante / PosteriorePushrod doppio braccio oscillante
Passo: 3.048 millimetri
Motore: Motore BMW M12/13 , 1.499 cc , 4 cilindri , motore centrale , montato longitudinalmente, inclinato a 70°
Trasmissione: Weismann Laydown manuale trasversale da 7 marce
Peso: 555 kg
Carburante: Castrol
Pneumatici: Pirelli