sabato 29 aprile 2017

Scuderia Ferrari - Storia

Fondata da Enzo Ferrari nel 1929, è tra le più note squadre del mondo automobilistico sportivo, oltre che dotata di un palmarès eccezionale. La Scuderia Ferrari è attiva nel campionato del mondo di Formula 1 fin dalla sua istituzione, ne ha vinto 15 volte il titolo piloti e 16 quello costruttori. 

Storia


Il contesto

Il Drake, Enzo Ferrari
Nell'autunno 1929 Enzo Ferrari aveva ottenuto una preliminare promessa di partecipazione, dalla Pirelli e dall'Alfa Romeo, ad una eventuale squadra corse. L'idea di Ferrari era quella di creare una struttura esterna alle due aziende che le sollevasse dagli oneri e dai costi organizzativi, trasferendoli sui gentleman-driver desiderosi di competere, e sugli organizzatori dei vari circuiti, disposti a pagare sostanziosi ingaggi pur di avere piloti celebri che attirassero il pubblico. Le prime adesioni furono quelle dei fratelli Alfredo e Augusto Caniato, gentleman-driver ferraresi ai quali Enzo Ferrari aveva appena venduto un'Alfa Romeo 6C 1500 Corsa, disposti a sborsare una sostanziosa porzione del capitale necessario.
L'occasione per completare la cordata di finanziatori si presentò il 12 ottobre, nel corso delle celebrazioni per il record mondiale di velocità conquistato a Cremona da Baconin Borzacchini su Maserati Tipo V4. Per festeggiare il primato della casa felsinea, il podestà Leandro Arpinati e l'Automobile Club avevano organizzata una cena di gala, nella Casa del Fascio di Bologna, alla quale erano invitati piloti, personalità della politica e dello sport, oltre a facoltosi appassionati. Fu al termine di quella cena che ad Enzo Ferrari e Alfredo Caniato si aggiunse Mario Tadini, facoltoso pilota bergamasco. Caniato e Tadini si assunsero le spese di gestione, e la fondazione della scuderia venne decisa in quella sera.
Per i dettagli dell'accordo fu incaricato l'avvocato Enzo Levi, che riuscì a comporre gli oneri, le esigenze e gli obiettivi delle varie parti in una bozza di atto costituente, poi formalizzato il 16 novembre dal notaio Alberto Della Fontana e omologato dal tribunale di Modena il 29 novembre 1929. Veniva così fondata ufficialmente la Società Anonima Scuderia Ferrari, con sede a Modena in Via Trento e Trieste, per la durata prevista di due anni, dal 16 novembre 1929 al 16 novembre 1931, con il dichiarato scopo di "compera di automobili da corsa di marca Alfa Romeo e partecipazione colle stesse alle Corse incluse nel calendario nazionale sportivo e nel calendario della Associazione Nazionale Automobil Clubs". La neonata squadra automobilistica si legò quindi all'Alfa Romeo, che divenne fornitrice del team di Maranello, soprattutto perché, così facendo, aveva la possibilità di partecipare a più gare e di aumentare la popolarità del proprio marchio, sopportando minori spese.

Il 15 gennaio 1930 si riunì per la prima volta il consiglio di amministrazione della S.A. Scuderia Ferrari nelle persone di Alfredo Coniato, Enzo Ferrari e Mario Tadini. La riunione ebbe luogo a Bologna in via Montegrappa 6 nei locali dell'Agenzia Alfa Romeo. In tale data la situazione della società era la seguente:
  • Presidente: Alfredo Caniato
  • Consigliere Delegato - Direttore: Enzo Ferrari
  • Capitale sociale: 200.000 lire
  • Numero azioni: 200
  • Azionariato: Alfredo e Augusto Caniato (130 azioni per 130.000 lire), Enzo Ferrari (50 azioni per 50.000 lire), S.A. Alfa Romeo (10 azioni per 10.000 lire), Ferruccio Testi (5 azioni per 5.000 lire), S.A. Pirelli (5 azioni per 5.000 lire).

L'esordio

La squadra esordì alla IV Mille Miglia, il 26 marzo 1930, mettendo in campo tre Alfa Romeo 6C 1750 condotte da Luigi Scarfiotti, Eugenio Siena e Mario Tadini, ma nessuno dei tre piloti raggiunse il traguardo. L'anno seguente Enzo Ferrari riuscì a creare la propria squadra corse ufficiale, che comprendeva anche piloti del calibro di Tazio Nuvolari e Luigi Fagioli, e che colse negli anni seguenti importanti risultati, tra cui vittorie alla Targa Florio ed alla 24 Ore di Le Mans, esordendo quindi anche nelle competizioni internazionali. Nel 1933, però, l'Alfa Romeo si ritirò dalle competizioni e cedette le sue vetture a Ferrari.
Visti gli ottimi risultati conseguiti dalla S.A. Scuderia Ferrari, l'Alfa Romeo cominciò a pianificare il ritorno ufficiale alle competizioni. Dopo avere raggiunto un accordo con l'Alfa, il 30 dicembre 1937, la S.A. Scuderia Ferrari venne liquidata ed Enzo Ferrari venne assunto come direttore sportivo della neonata Alfa Corse. A causa però di numerosi contrasti e divergenze d'opinione con i vertici dell'azienda, l'avventura durò molto poco e già nel 1939 il Drake ruppe i rapporti con l'Alfa Romeo e fondò a Modena nuovamente una propria impresa, la Auto Avio Costruzioni, che dopo alcuni anni e scaduti i termini del contratto con la casa milanese (che gli impediva di realizzare vetture sportive), subito si dedicò alla creazione di queste ultime. Quattro anni più tardi gli stabilimenti della Auto Avio Costruzioni vennero trasferiti a Maranello.

Logo della Scuderia Ferrari (vecchio).svg
Il Cavallino Rampante
Nei primi due anni di attività le vetture della Scuderia Ferrari non ebbero un proprio logo e continuarono a mostrare, più o meno regolarmente, il Quadrifoglio di Sivocci, molto ben visto dai piloti per ragioni scaramantiche. Allo scadere dell'atto costitutivo originario che vide ritirarsi i finanziatori Caniato e Tadini, su consiglio di Taruffi, Enzo Ferrari decise di estendere l'attività della scuderia anche alle gare motociclistiche. La Grande depressione, infatti, aveva di molto ridotto sia il numero delle case automobilistiche, sia gli investimenti sportivi di quelle sopravvissute, lasciando in libertà molti piloti di gran fama e valore.
Per maggiormente evidenziare l'appartenenza alla Scuderia Ferrari dei mezzi in gara, si decise di dotarli del celeberrimo Cavallino Rampante, un tempo simbolo dell'asso dell'aviazione Francesco Baracca. L'acquisizione del logo fu così raccontata dallo stesso Enzo Ferrari: "Le prime vetture a scendere in gara con lo stemma del Cavallino Rampante in campo giallo furono le due Alfa Romeo 8C 2300 Mille Miglia Zagato Spider passo corto schierate dalla Scuderia alla 24 Ore di Spadel 9 luglio 1932, che si classificarono al 1º e 2º posto con gli equipaggi Brivio/Siena e Taruffi/D'Ippolito. Dopo la seconda guerra mondiale, nel 1950 la Auto Avio Costruzioni fu tra le prime squadre a gareggiare nel nuovo campionato mondiale di Formula 1. Siccome i clienti privati che gareggiavano con vetture Ferrari erano sempre più numerosi, nel 1952 venne deciso di utilizzare nuovamente, per le competizioni in cui l'azienda si impegnava direttamente con proprie autovetture, lo stemma e la denominazione Scuderia Ferrari già utilizzati negli anni trenta."

Gestione Sportiva


I principali ruoli definiti per la Gestione Sportiva attualmente sono:
  • Team Principal: Maurizio Arrivabene
  • Direttore Sportivo: Diego Ioverno
  • Direttore Tecnico: Mattia Binotto
  • Responsabile Logistica: Sergio Bondi 
  • Direttore Reparto Ingegneristico: Jock Clear
  • Direttore Motori ed Elettronica: Mattia Binotto
  • Direzione Commerciale: Lucia Pennesi
  • Chief Designer: Simone Resta
  • Direttori Aerodinamici: Enrico Cardile, David Sanchez
  • Direttore ufficio stampa: Alberto Antonini
  • Event Manager: Jonathan Giacobazzi
  • Piloti: Sebastian Vettel, Kimi Raikkonen, Pedro de la Rosa, Antonio Giovinazzi, Marc Gené e Davide Rigon
Direzione tecnica:
  • Responsabile strutture Frontend veicolo: Matteo Parlamento
  • Deputy Chief designer: Fabio Montecchi
  • Ingegneria di pista
    • Ingegneri di pista: David Greenwood, Riccardo Adami
    • Responsabile squadra test: Filippo Petrucci
    • Performance engineer: Edoardo Brosco, Matteo Togninalli, Carlo Santi
    • Sviluppo e performance gomme: Daniele Giordano
  • Progettisti ufficio tecnico
    • Responsabile Tiziano Battistini
    • Gruppo cambio: Davide Piccinini (responsabile), Francesco Mucci
    • Gruppo meccanica: Bruno Petrini (responsabile), Oto Tortorella, Giorgio Rossetti, Roberto Casali
    • Gruppo operazioni veicolo: David Baker (responsabile) Marco Sala, Piero Delorenzi, Giuliano Zini
    • Gruppo idraulica e raffreddamento: Cristiano Altan (responsabile), Luca Brunatto, Luca Pomicino, Marcello Bianchini
    • Gruppo compositi: John Lockwood (responsabile), Marco Fornara, Fabrizio Gnugnoli, Giancarlo Costantini, Dino Pesavento, Simone Chiari, Marco D'Ascenzo
  • Ricerca & sviluppo: Nick Collet, Andrea Candelpergher, Marco Civinelli, Scott Vizniowski

Elettronica:
  • Responsabile elettronica: Stefano Lovera
  • Responsabile test pista: Alessandro Quartieri
  • Ingegneri di pista: Sandro Selva, Stefano Romeo
  • Qualità e produzione: Diego Tavani
  • Responsabile ufficio tecnico: Dennis Virdis
  • Elettrauto: Francesco Cigarini, Davide Padovani, Stefano Libbra

Montaggio telaio e cambio:
  • Meccanico montaggio cambio: Luciano Prandini, Marco Belli
  • Ingegnere cambista: Paolo Crespiatico
  • Meccanico montaggio telaio: Filippo Miliani, Carlo Gruzza, Andrea Genoni, Davide Zigola, Andrea Di Musciano, Emerson Venturelli
  • Responsabile assemblaggio veicolo e operazioni di pista: Piero Ioverno

Direzione motore:
  • Responsabile Team esterni: Claudio Albertini
  • Responsabile affidabilità motori: Enrico Gualtieri
  • Responsabile assemblaggio motore e ERS: Marco Inoretti


Formula 1



Phil Hill, Campione del Mondo 1961
La Scuderia Ferrari è l'unico team ad aver partecipato a tutte le stagioni iridate di Formula 1. Il suo debutto nel mondiale risale infatti al 21 maggio 1950, nel Gran Premio di Monaco (seconda prova della stagione). La prima pole position e la prima vittoria arrivarono invece la stagione successiva, durante il Gran Premio di Gran Bretagna, grazie a José Froilán González.
La squadra detiene oggi il maggior numero di successi e primati nell'albo d'oro della Formula 1, tra cui 15 titoli piloti (il primo nel 1952 con Alberto Ascari, l'ultimo nel 2007 con Kimi Räikkönen) e 16 titoli costruttori (il primo nel 1961, l'ultimo nel 2008).
Il team di Maranello ha coronato i sogni iridati di Juan Manuel FangioMike HawthornePhil HillJohn Surtees (unico pilota nella storia delle competizioni velocistiche ad aver vinto Campionati del Mondo nel Motociclismo e nella Formula 1), Niki Lauda e Jody Scheckter. Fu proprio il pilota sudafricano a segnare l'ultimo trionfo in Rosso degli anni '70; da lì in poi la Ferrari entrò in un periodo di magra, segnato dalla conquista di due titoli costruttori nel 1982 (anno della morte del leggendario Gilles Villeneuve, entrato nel cuore dei tifosi grazie alle sue gare funamboliche, e del terribile incidente di Didier Pironi, che di fatto gli interruppe la carriera nelle quattro ruote) e nel 1983 e da alcune vittorie nei singoli Gran Premi grazie ai vari René ArnouxMichele AlboretoGerhard Berger, Nigel Mansell, Alain Prost e Jean Alesi.

Il digiuno di titoli si interruppe nel 2000, quando il tedesco Michael Schumacher conquistò il Campionato del Mondo ai danni della Mclaren di Mika Hakkinen. Il Kaiser infilò una striscia di successi consecutivi che riportarono la Ferrari nell'olimpo delle Scuderie più vincenti della storia della F1, conquistando 5 titoli Mondiali (dal 2000 al 2004) e ben 72 vittorie a cavallo tra il 1996 e il 2006 su 170 gare disputate al volante della Rossa di Maranello.

Michael Schumacher e la Ferrari hanno vinto ben 11 titoli dal 1999 al 2004

Dopo aver infranto ogni record esistente, Schumacher decise di ritirarsi dalla Formula 1 (salvo poi un rientro dal 2010 al 2012 con la tedesca Mercedes), venendo sostituito da Kimi Raikkonen. Il finnico si aggiudicò il Mondiale al primo tentativo, battendo la concorrenza di Fernando Alonso e Lewis Hamilton (entrambi su Mclaren) proprio all'ultima gara in Brasile.
Suo compagno di squadra era Felipe Massa, approdato in Ferrari nel 2006 al posto del connazionale Rubens Barrichello. Il brasiliano fu protagonista nella stagione 2008, dove perse il confronto con Hamilton per un solo punto.
Un terribile incidente nelle qualifiche del GP d'Ungheria 2009 costrinse la Ferrari a privarsi di Felipe Massa fino al termine della stagione; il brasiliano venne sostituito da Luca Badoer e da Giancarlo Fisichella, i quali però non ottennero risultati positivi.
Al termine dell'anno Kimi Raikkonen decise di prendersi un anno sabbatico, optando per i Rally e lasciando il suo sedile allo spagnolo Fernando Alonso, vincitore di due titoli piloti nel 2005 e nel 2006.

Alonso e Massa impegnati nel GP di Germania 2010
Il bi-Campione del Mondo formò con Felipe Massa la nuova coppia Ferrari del 2010. Pur vincendo cinque Gran Premi nel suo primo anno in Rosso, Alonso non riuscì a coronare il suo sogno iridato a causa della crescita delle Red Bull, dominatrici assolute del Mondiale 2010 con Sebastian Vettel e Mark Webber. Lo spagnolo si piazzò al secondo posto della graduatoria finale, a soli quattro punti dal trionfatore Vettel. Non altrettanto entusiasmanti furono le prestazioni dell'altro ferrarista Massa, sesto al termine della stagione con 144 punti conquistati.


Nel 2011 la Scuderia Ferrari si impose solamente in Gran Bretagna (con Fernando Alonso), venendo sopravanzata anche dalla Mclaren nel Mondiale Costruttori. Ancora una volta il brasiliano Massa non ebbe grandi soddisfazioni, rimanendo fuori dal podio in tutte le gare dell'anno.



Il 2012 fu un anno di maggiori soddisfazioni per il team di Maranello, in lotta nel Mondiale Piloti con Fernando Alonso fino all'ultima gara in Brasile. Lo spagnolo colse tre successi (nei GP di Malesia, d'Europa e di Germania), salendo sul podio in altre 10 occasioni. Purtroppo, due ritiri sfortunati in Belgio e in Giappone costarono punti pesanti allo spagnolo, di nuovo secondo nella graduatoria finale a soli 3 punti dal vincitore Vettel. Da segnalare una leggera ripresa di Felipe Massa, secondo a Suzuka e terzo nel suo GP di casa.

Alonso costretto al ritiro a Sepang nel 2013
Nel 2013 ai confermati Fernando Alonso e Felipe Massa, si aggiunge alla scuderia un nuovo collaudatore, lo spagnolo Pedro de la Rosa.
Le prime due gare della stagione mostrano una F138 nettamente superiore alla vettura che l'ha preceduta nel 2012, con Alonso e Massa capaci di raggiungere la migliore qualifica da quando sono insieme in Ferrari nel secondo appuntamento in Malesia con il brasiliano secondo a precedere l'asturiano sulla griglia di partenza.
In gara poi una sfortunata scelta di tenere in pista Fernando Alonso nonostante l'ala anteriore danneggiata ne ha provocato il ritiro, lasciando il solo Massa a difendere i colori del cavallino.
Il vice-campione del mondo 2008 concluderà il gran premio in quinta posizione, scavalcando così il suo compagno di squadra asturiano arrivando a quota 22 punti contro i suoi 18 (frutto del secondo posto nella gara di apertura in Australia).
La Ferrari è poi riuscita a ritrovare motivazioni nel successivo Gran Premio della Cina dove un pimpante Fernando Alonso domina dal primo all'ultimo giro, complice una F138 perfetta sul tracciato di Shanghai e mai messa in difficoltà dagli avversari. Nonostante questo però va male alla Scuderia la quarta tappa del Mondiale 2013 in Bahrain, dove sia il pilota spagnolo che il compagno di squadra Massa soffrono di problemi sulla vettura che li obbligano ad una disperata rimonta per tutta la durata del Gran Premio. L'asturiano riesce a limitare i danni con l'ottavo posto e 4 punti ma il suo distacco in classifica dopo appena quattro gare è già di 30 punti rispetto al Campione del Mondo in carica Sebastian Vettel. Dopo un ulteriore trionfo in Spagna dove anche l'altro ferrarista Massa riesce a salire sul podio, Alonso conduce un'altra gara anonima a Monaco, dove complice una Ferrari mai a livello degli altri top team, si classifica soltanto al settimo posto, guadagnando terreno soltanto sul finlandese Kimi Raikkonen bloccato in decima posizione dopo una collisione col messicano della Mclaren Sergio Perez, mentre Massa a causa di un cedimento della sospensione anteriore sinistra è costretto al ritiro dopo un terribile incidente contro le barriere.

Il ritiro di Massa nel GP di Germania
In Canada il brasiliano è vittima di un nuovo incidente durante le qualifiche, riuscendo però a riscattarsi prontamente in gara dove giunge al nono posto, mentre Fernando Alonso, autore anch'egli di una poderosa rimonta conclude in seconda posizione alle spalle del vincitore Sebastian Vettel.
In Gran Bretagna Fernando Alonso raccoglie un insperato podio, ottimo per la classifica piloti considerando il ritiro del capofila Vettel, mentre Felipe Massa, rallentato dall'esplosione del pneumatico posteriore sinistro della sua Ferrari, si rende protagonista di una buona rimonta conquistando un buon sesto posto.
Il buon risultato di Silverstone non viene però confermato nel GP di Germania, dove lo spagnolo taglia il traguardo in quarta posizione, alle spalle di Vettel, Raikkonen e Grosjean. Massa si ritira dopo soli 3 giri a causa di un testacoda alla prima curva. I problemi in qualifica delle Rosse emergono più che mai in Ungheria e Belgio, dove Alonso raccoglie un quinto ed un nono posto, mentre Massa deve accontentarsi della settima e della decima posizione. Costretti a rincorrere in entrambe le gare, le due F138 mostrano i denti, artigliando un quinto ed un secondo posto con l'asturiano ed un ottavo ed un settimo posto con il brasiliano. Grazie a questi risultati la Scuderia di Maranello conserva il terzo posto nel Mondiale Costruttori, mentre Alonso riacciuffa la seconda posizione nella classifica piloti sopravanzando Raikkonen.


Lo spagnolo si confermerà al secondo posto della graduatoria grazie a una serie di risultati utili consecutivi (secondo in Italia e Singapore, terzo in Brasile, quarto in Giappone, quinto ad Abu Dhabi e negli USA e sesto in Corea), interrotti da un singolo arrivo fuori dalla zona punti in India (gara contrassegnata da un incidente nel corso dei primi giri che lo ha retrocesso alle ultime posizioni del gruppo). Felipe Massa, dopo un inizio di stagione promettente, ha pagato la crescita delle vetture avversarie ottenendo due quarti posti in Italia e in India come miglior risultato. Stanca degli insuccessi del brasiliano, la Scuderia Ferrari ha deciso quindi di non rinnovargli il contratto per il 2014, aprendo la strada al ritorno di Kimi Raikkonen, ufficializzato il lunedì successivo alla gara di Monza. Una serie di arrivi fuori dalla top five per il brasiliano non hanno permesso alla Scuderia Ferrari di attaccare la seconda posizione nel Mondiale Costruttori, persa in favore della Mercedes.

Per cercare di porre la parola fine alla rincorsa ai danni della Red Bull, il team di Maranello ha deciso inoltre di ingaggiare il tecnico inglese James Allison nel ruolo di Responsabile Autotelaio, strappandolo alla concorrenza di Mercedes e Mclaren. L'annuncio della firma del contratto del nuovo dirigente è stato ufficializzato il 29 luglio.

Kimi Raikkonen al volante della F14 T
Dopo aver vissuto un finale di stagione 2013 nell'ombra dell'imprendibile Red Bull, la Scuderia Ferrari riparte con una vettura completamente stravolta sotto l'aspetto tecnico e aerodinamico, condizionata dal ritorno ai propulsori Turbo e dal nuovo limite di benzina imposto dal regolamento per completare la gara (100 litri). La coppia Raikkonen-Alonso rappresenta uno dei punti forti della squadra di Maranello per tentare la risalita nei Mondiali Piloti e Costruttori, potendo contare sulla grande esperienza di entrambi nella massima formula automobilistica.
I risultati ottenuti nei test pre-stagionali dimostrano che il progetto F14 T (nome scelto dai tifosi in seguito ad un sondaggio indetto dallo stesso team italiano) potrà sicuramente ottenere piazzamenti prestigiosi nel corso dell'annata, pur soffrendo di alcuni problemi di gioventù rispetto a Mercedes e Mclaren. In Australia vengono confermati i pronostici della vigilia, con la Scuderia Ferrari costretta a rincorrere le rivali motorizzate dalla casa tedesca sia in qualifica che in gara. La pioggia aggrava ulteriormente la situazione, causando problemi di assetto che impediscono ai due alfieri del team italiano di inserirsi nella lotta per la pole position: solo Fernando Alonso riesce ad accedere nella Q3, piazzandosi al quinto posto sullo schieramento di partenza, mentre Kimi Raikkonen si rende protagonista di un incidente nel finale che lo relega all'undicesimo posto della graduatoria (grazie alla penalità subita da Valtteri Bottas per aver sostituito il cambio della sua Williams) davanti al Campione del Mondo in carica Sebastian Vettel. Non va meglio in gara, dove sia Raikkonen che Alonso restano intrappolati nella pancia del gruppo, tagliando il traguardo rispettivamente al settimo e al quarto posto.


Il resto della stagione si rivela altrettanto amaro per la Scuderia di Maranello, presa da un vero proprio terremoto interno con l'allontanamento di Stefano Domenicali e Luca Cordero di Montezemolo dopo anni di onorata carriera e afflitta da una crisi di risultati che porterà la squadra italiana a mancare l'appuntamento con la vittoria interrompendo un ciclo vincente durato ben 21 anni. Con soli due podi all'attivo e molta rabbia, Alonso decide di rescindere il contratto con la Rossa accordandosi con il team Mclaren a partire dalla stagione 2015. Al suo posto la Ferrari ingaggia Sebastian Vettel, in rotta di collisione con il team Red Bull dopo un'annata passata a rincorrere le inarrivabili Mercedes. 


Sebastian Vettel trionfa nel GP d'Ungheria 2015

Un nuovo ribaltone invernale portò al vertice della Scuderia il duumvirato formato da Sergio Marchionne e Maurizio Arrivabene, rispettivamente nel ruolo di Presidente e Team Principal. Con l'entusiasmo di una sessione di test pre-stagionali in crescendo, la Rossa si presentò subito competitiva in Australia e in Malesia, dove Vettel colse un terzo ed un primo posto, spezzando un digiuno di vittorie durato ben 34 gare. Il Campione tedesco riuscirà ad aggiudicarsi altre due vittorie, in Ungheria e Singapore, mentre una buona serie di risultati utili per Raikkonen aiutarono a portare il team al secondo posto del Mondiale Costruttori a quota 428 punti (contro i 216 dell'anno precedente).



Con queste premesse la Scuderia di Maranello si presentò al 2016 forte del ruolo di antagonista del team Mercedes. Sfortunatamente la nuova monoposto si rivelò meno competitiva del modello precedente, lontana dalle frecce d'argento e fuori dalla lotta in entrambi i Mondiali fin dalla prima gara. Dopo una prima parte di stagione caratterizzata da numerosi podi, la Ferrari decise dunque di concentrarsi sul 2017, abbandonando lo sviluppo della vettura e perdendo il confronto anche con il team Red Bull Racing nel Mondiale Costruttori.



Il piano strategico di Arrivabene e Marchionne sembra però portare i suoi frutti nella prima parte del 2017: nel primo appuntamento stagionale in Australia Sebastian Vettel coglie la 225esima vittoria del team del Cavallino Rampante in F1, festeggiando nel migliore dei modi l'inizio del settantesimo anno di attività della squadra e guadagnando la vetta della classifica per la prima volta dal 2013 (per la Ferrari non accadeva dal Gran Premio del Giappone del 2012). Il quattro volte iridato riesce a ripetersi anche nel terzo appuntamento stagionale in Cina, staccando Hamilton nella classifica piloti e permettendo alla scuderia italiana di salire sul tetto del Mondiale Costruttori. 

Sebastian Vettel vince a Melbourne (2017)


Nelle qualifiche del Gran Premio di Russia Vettel e Raikkonen spezzano l'egemonia Mercedes guadagnando l'intera prima fila dello schieramento con degli ottimi crono nella Q3 (l'ultimo 1-2 Ferrari in qualifica era datato 2008).